Collezionare


Le fotografie offerte dalla nostra galleria e in questo sito sono tutte stampate personalmente da ciascun fotografo o dal suo stampatore o laboratorio di riferimento. Prima di essere firmata, ogni stampa viene ispezionata dal fotografo per assicurare la rappresentazione più fedele dell'immagine originale. Ecco una lista dei più comuni processi di stampa utilizzati da ifotografi di questo sito.

PLATINO

Le stampe al platino (platinotipie) sono preferite dai collezionisti per la loro magnifica gamma tonale e per la loro stabilità. Seppure realizzata con un processo di stampa monocromatico, l'ampia gamma tonale di una stampa al platino va da un nero caldo a un marrone rossiccio e a più diffusi mezzi toni di grigio impossibili da ottenere in una stampa ai sali d'argento. A differenza di quest'ultima, il platino si deposita sulla superficie della carta, mentre l'argento è parte di una gelatina o di un'emulsione a base di albume che vengono applicate sulla superficie della carta. Ne risulta che, poichè nessuna gelatina viene utilizzata nel processo di stampa al platino, l'immagine finale è assolutamente opaca, derivante da un deposito di platino (e/o palladio, il suo elemento gemello che viene usato in gran parte delle stampe al platino) appena assorbito dalla carta.   

SALI D'ARGENTO

Questo è il processo di stampa in bianco e nero più diffuso. Richiede carte trattate con un'emulsione/gelatina di sali d'argento fotosensibili. La stampa viene prodotta esponendo la carta proiettandovi sopra l'immagine da un negativo grazie ad un ingranditore, oppure per contatto diretto. La stampa viene quindi trattata chimicamente, fissata e asciugata. Le stampe ai sali d'argento possono essere virate con una varietà di composti o minerali per creare una vasta gamma di tonalità. Una stampa ai sali d'argento può durare tra i 75 e i 100 anni.

C-TYPE

Questo è il processo di stampa a colori più utilizzato. Le stampe fotografiche C-type (cromogeniche) vengono ottenute stampando un file digitale con una stampante a tono continuo su carta ai sali d'argento. La stampa viene creata esponendo la carta con fonti luminose come il laser o i Led, e poi sviluppando la carta impressionata con i chimici tradizionali. Questo processo offre la qualità e le proprietà museali di una stampa fotografica, unite alla densità ottenibile soltanto con un processo di stampa digitale.

GICLEE O STAMPA FINE ART REALIZZATA CON PIGMENTI

Tecnicamente, un Giclée e una stampa inkjet sono la stessa cosa. Entrambe vengono prodotte spruzzando un getto d'inchiostro sulla superficie del supporto scelto, in genere carta per acquerello, tela o carta di tipo fotografico. Tuttavia, nel mondo della stampa fotografica, il Giclée è divenuto sinonimo di riproduzioni fine art realizzate su carta museale (archival) da acquerello o tela, ricorrendo a stampanti a getto d'inchiostro di altissimo livello e inchiostri museali a base di pigmenti. Questo processo di stampa garantisce una maggiore accuratezza cromatica rispetto ad altri mezzi di riproduzione ed è molto stabile. 

INKJET

Si tratta di un tipo di stampa di alta qualità piuttosto comune, creata con getti d'inchiostro di diversa dimensione sulla carta. La stampa inkjet viene prodotta da un'immagine digitale invece che da un negativo. Una stampa fine art prodotta con questo sistema dovrebbe utilizzare carta museale di gran qualità e inchiostri adeguati alla qualità dell'immagine. Ormai sempre più popolari come stampa fine art, le inkjet consentono uno spettro maggiore nella riproduzione del colore.

DYE TRANSFER

Il "dye transfer" (procedimento a colori per il trasferimento di coloranti) è un processo di stampa a colori con tono continuo, introdotto negli anni Venti dalla Technicolor e reso popolare negli anni Quaranta dalla Eastman Kodak. Esso contempla che una diapositiva o un negativo vengano proiettati o stampati a contatto su tre pellicole separate attraverso dei filtri rossi, verdi e blu. Questi negativi separati sono poi proiettati o stampati a contatto per ottenere tre natrici in rilievo colorate in inchiostro ciano, magenta e giallo. Ogni matrice viene posta in contatto a registro con un foglio di carta speciale che assorbe i colori. La stampa finale è quindi realizzata con una combinazione di immagini prodotte dai diversi inchiostri. Il procedimento "dye-transfer" possiede una più ampia scala cromatica e gamma tonale rispetto a qualunque altro processo di stampa, incluso quello inkjet. Consente inoltre il più alto grado di controllo dell'immagine se confrontato con qualunque altro processo chimico di stampa a colori. Malgrado la sua eccezionale stabilità nel tempo, nel 1994 la Eastman Kodak ne ha cessato la produzione.

STAMPA IRIS

Anche le stampanti Iris sono state utilizzate fin dagli anni Ottanta per riproduzioni fine art ad alta risoluzione e cromaticamente accurate su diversi supporti, compresi carta, tela, seta, lino e altri materiali tessili. In questo processo il negativo originale o la stampa vengono scansionati e acquisiti in un computer per essere poi stampati con una stampante Iris a getto d'inchiostro. Le stampe Iris possono essere realizzate su una varietà di carte fine art. La carta viene avvolta attorno ad un tamburo che ruota ad alta velocità mentre una serie di ugelli distribuiscono gli inchiostri (ciano, magenta, giallo e nero). La tecnologia Iris fu sviluppata inizialmente per stampe di prova effettuate da tipografie offset. L'alta qualità di questo processo di stampa fu notato nei primi anni Ottanta da due pionieri della stampa Iris: Graham Nash, celebre musicista, fotografo e collezionista, proprietario di nash Editions, e Jon Cone di Cone Editions, che all'epoca svilupparono inchiostri che ampliavano la gamma cromatica e qualità museale delle stampe Iris. Dal 2010 in poi la stampante Iris è stata soppiantata nell'ambito della stampa fine art da Epson e da altre stampanti di grande formato, che utilizzano inchiostri museali e rislutano molto più convenienti dell'Iris. 

STAMPA LAMBDA

Con questa tecnica le stampe possono essere esposte digitalmente, producendo una stampa C-type digitale, chiamata Lambda o LighJet. Sia le LightJet che le Lambda utilizzano dei laser RGB per esporre materiali fotosensibili e produrre un'immagine latente che viene poi sviluppata ricorrendo a carte e chimici del convenzionale processo ai sali d'argento. La stampa lambda consente una costanza di riproduzione di grandi tirature/edizioni con la stessa qualità della stampa tradizionale. 

STAMPE VINTAGE

Il termine "vintage" è stato creato dal mercato fin dagli anni Settanta e sta a indicare una stampa fotografica realizzata entro cinque anni dall scatto originale. Una stampa "vintage" ha un valore molto maggiore rispetto a stampe della stessa immagine realizzate dal fotografo in tempi recenti o dopo la sua scomparsa dai suoi eredi o da una fondazione che ne porti il nome. Per mercanti e collezionisti il fascino di una stampa "vintage" deriva in parte dalla sua rarità (eccezion fatta per opere contemporanee) e in parte dalla sensazione che essa racchiuda l'essenza della visione originale del fotografo; oltre al fatto di essere il risultato di opzioni tecniche disponibili all'epoca in cui la fotografia è stata scattata. 

EDIZIONI LIMITATE

Nel secolo scorso è diventato sempre più frequente, per i fotografi come per gli stampatori, produrre edizioni limitate delle prprie stampe. Alcuni maestri della fotografia, da Nino Migliori a Lee Friedlander, si sono sempre rifiutati di limitare le proprie edizioni, probabilmente ritenendo la cosa antidemocratica e non in linea con la vera natura del mezzo. La verità è che di questi tempi i collezionisti sono più inclini ad acquistare stampe in tiratura limitata per il loro potenziale di investimento: dunque, più ridotta è l'edizione, maggiore è il suo valore. Per quello che ci riguarda, è nostra cura indicare sempre in questo sito le stampe in edizione limitata oppure semplicemente firmate.

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